AneddotiStorie di BBQ italiano

Storie di BBQ Italiano #5 : American Home BBQ

Oggi ho il piacere di raccontarvi una bella storia, una storia che inizia in momento molto difficile, quasi per caso, e sfocia poi in una passione sana che stravolge la vita dei protagonisti!

Il nostro interlocutore è Francesco Ruospo, nome molto noto del BBQ Pugliese.
Esperto di BBQ sia cucinato che costruito, un artigiano della griglia a 360°

 

Ciao Francesco!
La strada che ti ha avvicinato al mondo del bbq è davvero particolare, ma vorrei che fosse tu a raccontarci come tutto ebbe inizio.

Come spesso mi ritrovo a raccontare, mai e poi mai avrei potuto immaginare che dopo più di 30 anni il fuoco sarebbe diventato la mia vita, la mia rinascita, dove passione, famiglia, amici e lavoro avrebbero trovato un punto d’incontro.

“Fino ad allora l’ unico fumo che meritava le mie attenzioni era quello di una sigaretta: il primo pensiero al mattino e l’ultimo prima di andare a dormire che scandiva le mie giornate insinuandosi nei discorsi, nel lavoro e pian piano nelle mie emozioni, emozioni che con quattro tiri  mettevo subito a tacere….”

Sono cresciuto con la convinzione che la terra fosse fonte inesauribile di ricchezza, e come spesso accade ci si ritrova per riflesso  a perseguire un sogno che non è il tuo ma per cui lotti affinché quegli equilibri famigliari non vengano meno e nessuno resti deluso, te compreso.

Al decadimento aziendale come produttore e commerciante di uva da tavola si aggiunge un periodo di malattia durato ben nove mesi e che per fortuna ha avuto un epilogo positivo.

Quando a  40 anni sei ormai vecchio per il mondo del lavoro e emozioni come ansia e depressione  fai fatica a tenere a bada, quando vieni sopraffatto dalla voglia di mollare tutto ma ami  così fortemente i tuoi figli tanto da rimetterti in gioco affinché traggano da te il giusto insegnamento di vita e alla cieca cammini in soffitta scacciando via i fantasmi del passato, realizzi quanto di più vero ed autentico c’è nella vita: che  va amata e vissuta intensamente e con semplicità.

E’ questo quello che vedo nel fuoco, un focolare di emozioni capace di scaldare i cuori, di riunire le famiglie, di catturare l’essenza di una giornata invernale, di revocare ricordi lontani e coprire silenzi assordanti.

 

Credo tu sia uno dei pochi in Italia che abbia sperimentato tutte le tecniche di cottura (o quasi) sui dispositivi “originali” e il più delle volte auto-costruiti… Sei la summa del programma televisivo “Man Fire Food”!
Quale aspetto, tra i tanti, ti ha fatto scattare la molla? I sapori, i profumi o i dispositivi e la loro varietà?

La mia curiosità sui metodi di cottura mi ha spinto nel tempo a costruire dei dispositivi che si adattassero alle mie esigenze culinarie trovando necessaria l’esigenza di approfondire lo studio in materia di smoker, la mia vera passione.

Il primo tentativo nasce con #Rosty, su un progetto già esistente, seguito subito dopo da #Smokycino :  il mio primo compagno d’avventura, che ha visto notti insonni miste ad adrenalina pura. Di lì la necessità di testarli e mettere in pratica quello che avevo appreso sul barbecue non solo come arte culinaria ma anche e soprattutto come artigiano  di un prodotto poco conosciuto ma da tanti apprezzato.
Sapere di cuocere in un mio dispositivo dopo averlo creato pezzo per pezzo mi rende completo e alla gente questo arriva,  di conseguenza non riuscirei mai e poi mai a scindere le due cose anzi, l’una segue l’altra e se mi venisse messa in testa “una scimmia”, come la chiama il mio amico Sergio, il giorno dopo cerco di realizzarla anche se a cuocerci è solo una bistecca o due arrosticini! Come quando mi sono ritrovato a costruire
le cruz, il tripode  e una parilla double per una giornata dedicata all’asado argentino dove più di 100 commensali hanno degustato costillas, chorizo, cordero, pollo asado, entrana e verdure in ember roasting.

 

Qual è la tua arma segreta per tanta costanza e dedizione?

Il mio segreto di costanza e dedizione lo devo a mia moglie, la mia prima fan in assoluto, che mi ha incitato e supportato anche quando nessuno ci credeva. Pronta con me a sacrificare le sue notti in bianco, divisa tra il suo lavoro e i figli, pronta a trascurare gli amici pur di rassettare la casa invasa da carne e coltelli, a  spazzolare griglie incrostate, a reinventare salse e sgambare centinaia di fusi di pollo. Pronta a reinvestire quei pochi utili con sana lungimiranza in un progetto che abbiamo sentito nostro fin dall’inizio, un progetto a cui tengo molto e che per me rappresenta la mia rinascita, un nuovo punto di partenza che abbia tutti i colori delle spezie, che sa di fumo, quello buono, quello che ti sballa.

Nasce così, quasi per gioco e un pizzico di follia : “American home Barbecue” dove amici vecchi e nuovi si affacciano a questi tipi di cottura tra un assaggio e una chiacchiera in un clima famigliare e ghiotto; “American craft Barbecue” dove gli appassionati del bbq e non  solo mi seguono per quanto riguarda la costruzione di dispositivi, tra gli ultimi e non ultimi () un cabinet reverse flow, uno #suitcaseGrilledcube e una #SantaMariaGrill, un progetto a cui tengo molto.
C’è ancora tanto da imparare ed è questo che mi rende vivo e consapevole del fatto che si può fare ancora meglio.

 

Ti ringrazio per esserti aperto con noi e averci raccontato questa bella storia, che sembra uscita dagli schermi di Hollywood ma è quasi quotidianità in Puglia!

 

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